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D.M. LL.PP.. 14/02/1992

3.2.6. Verifiche a taglio e tensioni ammissibili La verifica della sollecitazione di taglio comporta:

a) la determinazione delle massime tensioni principali;

b) il calcolo eventuale delle armature (vedi punto 3.2.9.). 3.2.6.1.3.2.6.1. Di regola la determinazione delle massime tensioni principali si effettua convenzionalmente in corrispondenza della fibra baricentrica della sezione trasversale. Le tensioni principali di trazione e compressione non debbono superare i limiti fissati al punto 3.2.5. Quando la tensione principale di trazione supera i 2/3 dei limiti sopraindicati le tensioni principali di compressione non devono superare 0,24 Rck. Per sezioni di forma particolare potrà essere necessario accertare che la verifica suddetta sia effettivamente significativa per tutte le fibre della sezione. Per valori della tensione principale di trazione minori od uguali a 0,02 Rck non e richiesto il calcolo delle armature resistenti a taglio. Nella valutazione delle tensioni tangenziali occorrerà considerare la sezione trasversale depurata dei fori di passaggio dei cavi. Nel caso di sollecitazione combinata di taglio e torsione, il valore ammissibile della tensione principale di trazione potrà essere aumentato del 10%, fermi restando i limiti stabiliti per tale tensione nella verifica riferita al solo taglio. Se del caso, si dovrà verificare la fibra di attacco all’anima della suola delle travi a T o a cassone.

3.2.6.2. Travi a conci Nelle travi a conci con giunti lisci riempiti con malta cementizia il rapporto fra lo sforzo di taglio e lo sforzo normale non deve superare, in corrispondenza dei giunti, il valore 0,35. Qualora tale rapporto risulti maggiore di 0,35 le superfici dei conci contigui debbono essere munite di apposite dentellature o rese solidali con l’impiego di adesivi adeguatamente sperimentati e controllati.

3.2.7. Deformazioni lente

3.2.7.1 Ritiro Per il calcolo delle cadute di tensione, salvo più precise valutazioni (vedi punto 2.1.6.) si possono adottare i seguenti valori: – 0,0003 se la struttura viene precompressa prima di 14 giorni di stagionatura; – 0,00025 se la struttura viene precompressa dopo 14 giorni di stagionatura. Per strutture particolarmente sottili ed ambiente particolarmente secco dovranno adottarsi valori superiori.

3.2.7.2 Viscosità La deformazione lenta sotto carico, depurata del ritiro, può, salvo più precise valutazioni (vedi punto 2.1.7.), essere assunta pari ad almeno 2 volte la deformazione elastica in esercizio per le combinazioni quasi permanenti, sempre che la struttura venga sollecitata non prima di 14 giorni di stagionatura. Se la struttura viene invece sollecitata entro un tempo minore, la deformazione lenta sotto carico si assumerà non inferiore a 2,3 volte la deformazione elastica in esercizio per le combinazioni quasi permanenti. Se la maturazione del conglomerato avviene con procedimenti particolari, è ammessa l’adozione di un minor valore della deformazione lenta purché sperimentalmente giustificato. Il calcolo della caduta di tensione per viscosità dovrà essere effettuato, con riferimento alla tensione che, nella sezione considerata, agisce sulla fibra di conglomerato posta al livello della armatura. Nelle travi ad armatura pre-tesa, nella esecuzione delle quali intercorre sempre un intervallo di tempo tra la tesatura e l’applicazione dello sforzo di precompressione al conglomerato, il calcolo della deformazione elastica del calcestruzzo, necessario per la successiva valutazione di quella differita nel tempo, dovrà basarsi sul valore assunto dalla tensione nell’acciaio al momento della applicazione dello stato di coazione al conglomerato, desunto dalla curva sperimentale di rilassamento determinata in condizioni simili a quelle presenti in fase esecutiva, ponendo particolare attenzione all’influenza sul rilassamento dell’acciaio dell’eventuale riscaldamento utilizzato per accelerare l’indurimento del conglomerato. 3.2.8.3.2.8. Le tensioni devono essere limitate ai seguenti valori riferiti a quelli caratteristici garantiti dal produttore: – strutture ad armatura post-tesa: üsspi £ 0,85 fp(0,2)k fili o trecce ý þssp £ 0,60 fptk üsspi £ 0,85 fp(1)k trefoli ý þssp £ 0,60 fptk üsspi £ 0,85 fpyk barre ý þssp £ 0,60 fptk Sono ammesse sovratensioni ai lembi del 10%, indotte dalla curvatura. Volendo conseguire raggi minori di quelli consentiti dai limiti suddetti si dovranno preformare le barre mediante piegatura a freddo. – strutture ad armatura pre-tesa: üsspi £ 0,90 fp(0,2)k fili o trecce ý þssp £ 0,60 fptk üsspi £ 0,90 fp(1)k trefoli ý þssp £ 0,60 fptk Il limite ammissibile indicato per ssp è il massimo di cui è consentita la presa in conto per valutare gli effetti favorevoli della precompressione. A causa dell’attrito, le tensioni possono tuttavia superare localmente tale limite; di ciò si dovrà tenere conto là dove gli effetti della precompressione possano indurre condizioni di lavoro più severo. Comunque non può superarsi il valore limite della tensione iniziale sspi. Ciò può valere, fra l’altro, per la verifica al taglio in assenza del sovraccarico e per il comportamento a fatica degli acciai in prossimità degli ancoraggi.

3.2.8.2. Tensioni dovute ai sovraccarichi Negli acciai di pre-tensione possono ammettersi, per effetto dei sovraccarichi, incrementi dei limiti massimi di tensione di cui al punto 3.2.8.1. non superiori a 0,06 fptk. Nel caso della precompressione parziale gli incrementi di tensione determinati in corrispondenza dello strato di armatura presollecitata più lontano dall’asse neutro devono rispettare le limitazioni che derivano dalla verifica dell’ampiezza delle fessure e dalla verifica a fatica. Sotto l’effetto di quei sovraccarichi che possono dar luogo ad effetti di fatica per il grande numero di ripetizioni probabili, deve sempre sussistere un rapporto di sicurezza 2, fra l’intervallo di tensione cui l’acciaio è capace di resistere a fatica e l’intervallo fra la massima e la minima tensione cui è soggetto l’acciaio nella struttura (ivi compresi gli eventuali effetti di curvatura). Il confronto va riferito ai risultati di prove effettuate assumendo come tensione media la semisomma di questi ultimi valori. Nel caso della precompressione parziale la verifica a fatica è obbligatoria. 3.2.9.3.2.9. Ferme restando le prescrizioni di cui al punto 3.2.6.1., le armature al taglio dovranno essere proporzionate in ciascuna fase di costruzione e di esercizio al corrispondente valore del taglio, tenendo conto della componente di precompressione nel piano della sezione. Lo sforzo di precompressione sarà assunto intero o ridotto a 2/3, in modo da individuare la condizione più gravosa. Nella verifica a taglio delle travi la cui armatura sia ancorata per aderenza non si dovrà tenere conto della precompressione nel tratto terminale compreso fra la testata ed una sezione posta a distanza della testata stessa pari a settanta volte il maggior diametro (effettivo od equivalente) sia per i fili ad aderenza migliorata sia per trecce o trefoli. In questo tratto, nei riguardi delle sollecitazioni tangenziali e del calcolo delle staffe e delle eventuali armature longitudinali aggiunte, valgono i criteri adottati per le opere in conglomerato cementizio armato normale di cui al punto 3.1. Qualora in prossimità delle estremità delle travi si abbiano elevati momenti che possano dar luogo a lesioni del conglomerato nella zone di ancoraggio, le lunghezze indicate devono essere adeguatamente maggiorate.

3.2.10. Verifica della fessurazione per flessione Nel caso di precompressione totale o di precompressione limitata, per le strutture collocate in ambiente aggressivo, zone marine o in presenza di agenti chimici, deve essere effettuata la verifica della sicurezza alla fessurazione. Il coefficiente convenzionale di sicurezza alla fessurazione è il più piccolo moltiplicatore dei carichi di esercizio che induce tensioni di rottura a flessione del conglomerato, e per le strutture inflesse è dato dalla formula: Mf hf = Me dove: Mf momento che provoca la fessurazione, calcolato in base alla sezione omogeneizzata interamente reagente ed alla resistenza a trazione per flessione (vedi 2.1.2.); Me momento massimo di esercizio. Il coefficiente convenzionale di sicurezza alla fessurazione non deve essere inferiore ad 1,2. Nel caso di precompressione parziale si deve sempre effettuare la verifica delle aperture delle fessure secondo quanto indicato al punto 4.2.4.

3.2.11. Verifica a rottura delle sezioni per tensioni normali Per il calcolo della resistenza delle sezioni si assumono le seguenti ipotesi: – conservazione delle sezioni piane con assenza di scorrimento relativo tra acciaio e calcestruzzo; – deformazione limite del calcestruzzo pari a -0,0035 nel caso di flessione semplice o composta con asse neutro reale, e variabile dal valore predetto a -0,0020 quando l’asse neutro, esterno alla sezione, tende all’infinito; – deformazione limite dell’acciaio da precompressione: + 0,010 al di là della decompressione della fibra di conglomerato posta allo stesso livello dell’armatura; – deformazione limite dell’acciaio ordinario: +0,010.

1) Acciai Per gli acciai da precompressione e per gli acciai ordinari si assumono diagrammi convenzionali ottenuti da quelli caratteristici effettuando un’affinità, parallelamente alla tangente alla origine, nel rapporto 1/gs, con gs pari a 1,15.

2) Calcestruzzo Si prende in considerazione solo la porzione di calcestruzzo compresso. In tal caso la distribuzione delle tensioni è data, di norma, dal diagramma parabola rettangolo rappresentato in figura 2, definito da un arco di parabola di secondo grado passante per l’origine, avente asse parallelo a quello delle tensioni, e da un segmento di retta parallelo all’asse delle deformazioni tangente alla parabola nel punto di sommità. Il vertice della parabola ha ascissa -0,002, l’estremità del segmento ha ascissa -0,0035. L’ordinata massima del diagramma è pari a:

2) Calcestruzzo Si prende in considerazione solo la porzione di calcestruzzo compresso. In tal caso la distribuzione delle tensioni è data, di norma, dal diagramma parabola rettangolo rappresentato in figura 2, definito da un arco di parabola di secondo grado passante per l’origine, avente asse parallelo a quello delle tensioni, e da un segmento di retta parallelo all’asse delle deformazioni tangente alla parabola nel punto di sommità. Il vertice della parabola ha ascissa -0,002, l’estremità del segmento ha ascissa -0,0035. L’ordinata massima del diagramma è pari a: ck 0,85 fcd = 0,85 = 0,44 Rck 1,6 In alternativa si può adottare il diagramma rettangolare di ordinata 0,44 Rck esteso alla profondità y, contata a partite dal lembo più compresso, così definita: y = 0,8 x nel caso in cui sia x £ h x -0,8 h y =× h nel caso in cui sia x > h x -0,75 h essendo x la profondità dell’asse neutro. Fig. 2 Nel caso in cui sia x > h, la tensione normale di calcolo risulterà pari a 0,35 Rck. Il coefficiente di sicurezza a rottura deve risultare non minore di 1,50. Se le armature di precompressione non sono aderenti al calcestruzzo, si deve tenere conto dello scorrimento relativo acciaio-conglomerato. ... omissis ... Parte Seconda - ACCIAIO ... omissis ...

3.0.2. Metodo delle tensioni ammissibili

3.0.2.1. Azioni di calcolo Le azioni agenti sulla struttura verranno raggruppate in due sole combinazioni di carico. La condizione di carico 1 cumula nel modo più sfavorevole le azioni permanenti ed accidentali (compresi eventuali effetti dinamici) ad eccezione degli effetti del vento, del sisma e degli stati coattivi sfavorevoli (temperatura, cedimenti vincoli, ecc.). Si devono includere nella condizione di carico I gli effetti statici e dinamici del vento (o del sisma) qualora le tensioni da essi provocate siano maggiori di quelle ingenerate dagli altri carichi permanenti e accidentali. statici e dinamici del vento (o del sisma) qualora le tensioni da essi provocate siano maggiori di quelle ingenerate dagli altri carichi permanenti e accidentali.

 

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